strategia

Economics, Geopolitics

Lipsia: il drone che non esplose

Il 4 agosto 2026 un piccolo drone entra nell’aeroporto di Leipzig/Halle, uno dei nodi logistici europei su cui ruotano anche gli Antonov ucraini. Porta esplosivo ad alto potenziale. Arriva fino agli aerei. Non esplode.
Il 1° settembre il governo tedesco attribuisce l’operazione alla Russia. Alexander Dobrindt richiama le indagini di polizia, la configurazione tecnica del mezzo e informazioni di intelligence. Il giorno dopo Kaja Kallas parla di tratti propri del terrorismo sponsorizzato dallo Stato. Berlino chiude il consolato russo di Bonn, recede dal contratto del Russisches Haus, annuncia controlli più stretti e nuove iniziative sanzionatorie.
Fra il ritrovamento e l’attribuzione ufficiale passano ventotto giorni. È ciò che accade in quelle quattro settimane a rendere Lipsia interessante per Guerra di margini. Il drone non distrugge l’Antonov e non produce, per quanto è pubblicamente noto, un danno cinetico significativo. Eppure modifica bilanci, priorità di sicurezza, discorso politico e diplomazia. Il caso permette quindi di separare due domande che spesso vengono confuse: chi ha fatto volare il drone, e che cosa ha prodotto il drone una volta entrato nel sistema europeo. Le due risposte possono essere molto diverse.

Geopolitics

Asia atomica

Deterrenza, fragilità strutturale e rischio di escalation nel nuovo sistema nucleare asiatico

Dai primi anni Duemila il sistema strategico asiatico ha progressivamente cessato di essere una semplice somma di confronti bilaterali. Nel 2026 esso costituisce ormai un sistema di deterrenza concatenata, nel quale una modifica della postura strategica di un attore produce conseguenze sulla pianificazione di almeno due o tre altri attori.

Economics, Geopolitics

Scenari mediterranei

In un’epoca definita da instabilità strutturale e da disordini multidimensionali, la categoria di permacrisi si impone come paradigma interpretativo essenziale per comprendere le trasformazioni del sistema internazionale. Essa designa una condizione di crisi permanente e multivettoriale, in cui ogni soluzione genera nuove contraddizioni e nessuna stabilità può dirsi definitiva. Nel contesto mediterraneo – crocevia di civiltà e di tensioni – questa condizione assume una dimensione amplificata, poiché le eredità storiche si intrecciano con le pressioni contemporanee, producendo dinamiche non lineari e talvolta caotiche (World Economic Forum, 2023

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