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Economics, Geopolitics

Lipsia: il drone che non esplose

Il 4 agosto 2026 un piccolo drone entra nell’aeroporto di Leipzig/Halle, uno dei nodi logistici europei su cui ruotano anche gli Antonov ucraini. Porta esplosivo ad alto potenziale. Arriva fino agli aerei. Non esplode.
Il 1° settembre il governo tedesco attribuisce l’operazione alla Russia. Alexander Dobrindt richiama le indagini di polizia, la configurazione tecnica del mezzo e informazioni di intelligence. Il giorno dopo Kaja Kallas parla di tratti propri del terrorismo sponsorizzato dallo Stato. Berlino chiude il consolato russo di Bonn, recede dal contratto del Russisches Haus, annuncia controlli più stretti e nuove iniziative sanzionatorie.
Fra il ritrovamento e l’attribuzione ufficiale passano ventotto giorni. È ciò che accade in quelle quattro settimane a rendere Lipsia interessante per Guerra di margini. Il drone non distrugge l’Antonov e non produce, per quanto è pubblicamente noto, un danno cinetico significativo. Eppure modifica bilanci, priorità di sicurezza, discorso politico e diplomazia. Il caso permette quindi di separare due domande che spesso vengono confuse: chi ha fatto volare il drone, e che cosa ha prodotto il drone una volta entrato nel sistema europeo. Le due risposte possono essere molto diverse.

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L’Ucraina oggi e le analisi del 2022

C’è qualcosa di singolare nel leggere oggi questa analisi. Il 17 marzo 2022, ventuno giorni dopo l’inizio dell’intervento russo, tenni presso la Confraternita di Sant’Ambrogio, della quale sono membro del Consiglio dei Milites e Gran Croce con Placca, una conferenza dal titolo Il divenire della crisi ucraina: prospettive di un mondo diverso. Non cercavo di prevedere dove sarebbero arrivate le colonne russe, quanto sarebbe durata la resistenza di Kyiv o quanti carri armati avrebbe perso l’una o l’altra parte, perché ritenevo che osservare esclusivamente il conflitto militare non permettesse di comprenderne la direzione. La domanda era piuttosto quali dinamiche finanziarie, commerciali ed economiche la guerra avrebbe progressivamente alterato e quale sistema sarebbe emerso dalla loro alterazione. L’Ucraina, in questa lettura, era importante non soltanto come territorio conteso, ma per il suo ruolo nelle catene mondiali di approvvigionamento: agricoltura, acciaio, minerali, energia, porti, collegamenti terrestri e soprattutto Mar Nero.

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