geopolitica

Economics, Geopolitics

L’Ucraina oggi e le analisi del 2022

C’è qualcosa di singolare nel leggere oggi questa analisi. Il 17 marzo 2022, ventuno giorni dopo l’inizio dell’intervento russo, tenni presso la Confraternita di Sant’Ambrogio, della quale sono membro del Consiglio dei Milites e Gran Croce con Placca, una conferenza dal titolo Il divenire della crisi ucraina: prospettive di un mondo diverso. Non cercavo di prevedere dove sarebbero arrivate le colonne russe, quanto sarebbe durata la resistenza di Kyiv o quanti carri armati avrebbe perso l’una o l’altra parte, perché ritenevo che osservare esclusivamente il conflitto militare non permettesse di comprenderne la direzione. La domanda era piuttosto quali dinamiche finanziarie, commerciali ed economiche la guerra avrebbe progressivamente alterato e quale sistema sarebbe emerso dalla loro alterazione. L’Ucraina, in questa lettura, era importante non soltanto come territorio conteso, ma per il suo ruolo nelle catene mondiali di approvvigionamento: agricoltura, acciaio, minerali, energia, porti, collegamenti terrestri e soprattutto Mar Nero.

Geopolitics

Putin, la finitezza del potere e la questione della successione russa

Vladimir Putin ha settantatré anni e governa direttamente o indirettamente la Federazione Russa dal 1999; l’ordinamento costituzionale gli permetterebbe ancora di concorrere nel 2030 e, qualora fosse rieletto, di rimanere al Cremlino fino al 2036, quando avrebbe ottantatré anni, ma proprio questa possibilità teorica rende oggi la questione biologica inseparabile da quella politica, perché una prospettiva di governo che si estende per un altro decennio presuppone non soltanto l’esistenza di un meccanismo costituzionale che la renda possibile, bensì la convinzione, da parte dell’élite e dello stesso Presidente, che la capacità personale di esercitare quella funzione possa effettivamente prolungarsi per un periodo così lungo.

Geopolitics, Other Researches

Storia (plausibile) d’Italia

Il Bel Paese dal Lodo Moro ad oggi: una possibile interpretazione del percorso italiano dagli anni Settanta ai giorni nostri. Una chiave di lettura fra le tante, fondata sui dati peraltro parziali, quindi consapevole dei limiti di ogni analisi storica condotta su un periodo recente e non finito.

Scroll to Top