Geopolitics

all geopolitical essays and articles.

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Il peso dei caduti

Nelle guerre di lunga durata siamo abituati a osservare le perdite come se fossero una contabilità relativamente semplice: quanti uomini ha perso una parte, quanti ne ha persi l’altra, quale rapporto ne deriva. È una misura utile per descrivere il combattimento, ma insufficiente per capire quale dei due sistemi stia realmente cedendo. Mille uomini perduti non hanno infatti lo stesso peso per due Paesi diversi, perché ciò che conta non è soltanto il numero degli uomini sottratti alla forza militare, ma la dimensione e la qualità dello stock dal quale dovranno essere sostituiti e, soprattutto, il costo che quella sostituzione impone alla società che continua a combattere.

Geopolitics, Economics

Quanto ci costa la guerra in Ucraina?

Quanto ci costa la guerra in Ucraina? non è una ricerca sul costo dei missili, dei carri armati o degli aiuti militari. È un tentativo di misurare qualcosa di molto più grande: il valore economico che la guerra distrugge anche lontano dal fronte e, soprattutto, quello che impedisce di creare.

Geopolitics

Strangolare Odessa

Odessa non è solo un porto ucraino: è il nodo che può decidere l’accesso di Kyiv al mondo, il costo della guerra per l’Europa e perfino l’interesse diretto della NATO a difenderla.

Economics, Geopolitics

Pechino compra tempo e incassa potere

In La Cina. Come si muove un colosso dai piedi d’argilla ho sostenuto che la Repubblica Popolare non è il futuro inevitabile che molti temono, e non è nemmeno il gigante fragile che altri liquidano troppo in fretta. È una potenza che avanza mentre accumula squilibri. Una civiltà-Stato che pensa in secoli e agisce con pazienza strategica. Un sistema che ha imparato a trasformare le proprie vulnerabilità in strumenti di pressione, accesso e presenza. Questo saggio è il capitolo monetario di quella tesi. L’argilla, qui, ha nomi e cifre: il ciclo terra-finanza, le piattaforme di finanziamento dei governi locali, le city bank e le rural bank del Nord-Est e del Sud-Ovest, il gettito da aste immobiliari che non torna. Il movimento del colosso, qui, non è la Belt and Road né Taiwan. È Pechino che riprende la leva — swap del debito occulto, fusioni bancarie provinciali, ricapitalizzazione delle grandi banche di Stato, uso selettivo del libro in valuta — e compra tempo. Non perché l’argilla sia sparita. Perché il centro ha deciso che, se qualcuno deve camminare su di essa, sarà lui a scegliere il passo.
Chi guarda solo i piedi vede una crisi fiscale locale e ne ricava il crollo. Chi guarda solo la statura vede le riserve, il creditore netto, il surplus commerciale e ne ricava l’invulnerabilità. Tutte e due le letture sono comode. Tutte e due sono incomplete. Il colosso si muove proprio così: tenendo insieme un attivo estero enorme e un passivo interno che il mercato, da solo, non saprebbe ristrutturare. La domanda utile non è se l’argilla esista. Esiste, ed è misurabile. La domanda utile è chi la impasta, a quale costo, e con quale spostamento di potere. Le pagine che seguono rispondono con i dati disponibili a settembre 2026.

Geopolitics, Other Researches

Il Mediterraneo è già uno spazio operativo

The essay applies the law of naval targeting to the 6 September 2026 drone attack on the Russian-flagged Ro-Ro Lady Mariia in the central Mediterranean, read together with the December 2025 strike on the Omani-flagged tanker Qendil and the May 2026 recovery of an armed Ukrainian USV at Lefkada. It separates four legal tests — object, persons, method and geography — and refuses to treat a sanctions’ listing as a targeting folder. Attribution, launch site and cargo remain publicly unestablished. What can already be shown is a gap between Europe’s explicit choice of economic coercion against Russia and the unauthorised emergence of a Mediterranean operational space.

Economics, Geopolitics

Guerra di Margini

Guerra di margini prova a formalizzare matematicamente questa domanda:

fra tutte le alternative realmente disponibili, quale impiego della prossima unità della nostra potenza produce il maggiore valore?

Ed è da questa domanda che deriva anche il significato più ampio del titolo.

La guerra non costa soltanto ciò che spendiamo per combatterla.

Costa tutto ciò a cui rinunciamo per poterla combattere.

Tutto ciò che, combattendola, non possiamo più essere.

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Goethe e Tolstoj

drone non ha distrutto l’Antonov, ma il sistema nel quale è entrato ha cominciato comunque a consumare capitale: non soltanto denaro, risorse di sicurezza o capacità diplomatiche, ma soprattutto quella riserva invisibile di relazioni, strumenti intermedi e possibilità di arretramento che permette agli Stati di fermarsi prima che la competizione diventi irreversibile. Goethe e Tolstoj restano nelle biblioteche, naturalmente, ma gli spazi istituzionali nei quali le loro culture continuavano a incontrarsi diventano meno numerosi. È una perdita difficile da contabilizzare e proprio per questo facile da sottovalutare.

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